il peggio che M2 potesse concepire

Articoli con tag “pioggia

Ricette per l’anima

Lepre in umido
Ingredienti: una lepre, pioggia, una bicicletta
Tempo di preparazione: una giornata
Difficoltà: media

Prendete una giornata di vacanza, mettetela in una giornata di pioggia. Prendete poi una bicicletta e pedalate per 15-20 minuti, allegramente, un’ora abbondante prima che piova. Quando sarete ormai vicini alla campagna scegliete con lo sguardo un campo bello isolato, raggiungetelo grazie ad un semplice sterrato, poi trovate un buon posto d’osservazione. Fate attenzione che sia poco esposto, magari coperto da una pianta d’alloro (in mancanza di alloro va bene anche un cespuglio qualsiasi). Quindi aspettate una mezz’ora circa. Poco prima della pioggia osservate immobili: dovrebbero essere sufficienti dieci minuti per poter scorgere una lepre, magari piccolina, che si muove e sta ferma ripetutamente. Incrociate pure il suo sguardo e, se volete, sorridetele. Lasciate piovere tutta la giornata e copritevi bene.

Farfalle al profumo di granchio
Ingredienti: un retino, un odore di filosofia
Tempo di preparazione: 1 ora e 15 minuti
Difficoltà: di pensiero

Ricetta piuttosto tortuosa e dal vaghissimo sapore filosofico. Andare per farfalle è un’attività che può rivelarsi inutile come cercare di cucinare una pasta con il retino per insetti. Sarà un po’ come fare un buco nell’acqua cercando di spalare il mare.  In effetti la scelta stessa di questa ricetta dovrebbe rivelarne il segreto, cioè che un granchio si prenderà solo mettendosi alla sua ricerca.

Prendo in prestito queste due ricette da un libriccino illustrato veramente delizioso, quanto almeno le ricette in esso contenute. Io non sono un cuoco, neanche passabile, ma voglio fare alcuni commenti, dato che almeno in quanto a mangiar bene credo di poter dire la mia.

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The Cult – Rain

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Pluviedí

Oggi golpe… cioè piove e quindi sono di cattivo umore, ma non mi rassegno e in gesto di solitaria sfida e di aspirazione ad un clima esteriore ed interiore del tutto diverso, mi sorgono questi versi da Sussidiario 🙂

Rotea il disco solare
in un’alba che instilla vigore

si tende corolla infuocata
a spazzare fatica e  torpore.

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caldo

Caldo… caldo…

“Luglio dal gran caldo, bevi ben e batti saldo”
(Proverbio)

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“Presto la pioggia suol venire a noia, ma in Luglio è un ricco dono e apporta gioia”

(Proverbio)


here comes the rain

Hot sticky scenes, you know what I mean/Like a desert sun that burns my skin
I’ve been waiting for her for so long/Open the sky and let her come down
Here comes the rain/Here comes the rain/Here she comes again/Here comes the rain
(repeat)
I love the rain/I love the rain/Here she comes again/Here comes the rain
Oh, rain/Rain/Rain
Oh, here comes the rain/I love the rain/Well, I love the rain/Here she comes again
I love the rain/Rain/Rain

(The Cult: Rain; album: All love, 1985)

No, non amo la pioggia, di solito.
Si allaga tutto, non si può circolare, i soliti problemi. Ma questa volta il punto è un altro. Un paio di giorni fa ho sentito questa mitica canzone alla radio, mentre guidavo (niente da dire: capolavoro immortale di Ian Astbury e Bill Duffy, tra le mie preferite da sempre). Riascoltando attentamente le parole (mentre guidavo, sì 🙂 ho capito per la prima volta un senso ulteriore a quello di semplice celebrazione della pioggia che avevo dato sempre per scontato a causa della suggestione di misticismo indiano-americano che pervade la musica dei Cult. Questa volta ho afferrato chiaramente il senso dell’attesa per qualcosa che aspetti da tanto tempo e che all’improvviso arriva, su ali di tempesta che sembra debbano spazzare via tutto, spalanca il cielo scrosciando e riporta la vita nella tua esistenza.
Sì, amo la pioggia, sempre.