il peggio che M2 potesse concepire

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La Rosa di Turi – Radiodervish

Questo lo dedico a tutti.



L’aquilone

Settimana non buona. Rimandavo una cosa.
Allegro,  malinconico. Fischiettavo.
Bellissima foto speditami da BD. Un pò mi ha pesato.

Una gatta ha dato alla luce nel cortile di un palazzo vicino casa mia. I piccoli sono al sicuro sotto un albero di fico. Quando esco mi fermo a guardare ogni volta.

Venerdì mattina brutta notizia,  sconfortato.
Cercato quel libro,  letto qua e là, mi ha fatto stare peggio.
Non riesco a vedere il progetto.
La gatta allattava i quattro cuccioli.
Venerdì sera non esco. Propino scuse. Solitudine.
Voglio ascoltarmi.
Chiudo capitolo dell’ottimismo. Credevo fermamente cose sarebbero cambiate.
Leggo qualche blog. Parole sincere ed emozionanti che sento un pò mie. Vinco mutismo virtuale per ringraziare chi condivide.
Arriva sul cellulare SMS di amici lontani. Ringraziamenti per una cosa che ho fatto. Da qualche tempo giunge sempre una voce lontana a farmi leggero quando ne ho bisogno.

Sabato mattina.
Apro capitolo della convivenza con cose che non cambieranno.
Capitolo che dovrò far leggere,  se.
La prospettiva è triste, ma è così.
In ogni caso ho fede nella realizzazione del progetto.
Che io non lo veda non ha importanza.
Non riesco a soffrire più di tanto.
Gattini  appallottolati all’ombra dell’albero.

Sabato sera una pizza in compagnia.
Cito Elio perché ascolto l’Album Biango in macchina. 
Enlarge ior penis.
Purciase viagra.
Quattrocchi e due stanghette.
Base per altezza.
Uno lamenta il colesterolo alto. Una è a dieta. Siete degli eroi,  ma vi voglio bene lo stesso.

Domenica mattina.
Sveglio presto.
Sveglio stanco.
Vado a prendere fratello all’aeroporto.
Gattini non visti.  Gatta assente.
Guido.
Sole.
Respiro.
Ascolto musica.
Guardo.
Un aquilone sbuca tra le palme del viale, forse è impigliato.
No, lo pilota un bambino che gioca con suo papà.
Un aquilone vola, come un sogno legato al sognatore.
Un sogno vola, come un’aquilone legato ad un bambino.

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Soledí

La sedia a sdraio al sole. Tepore, un po’ di vento. Un pezzetto di cioccolato e un bicchierino di Zacapa. Gli occhi chiusi. Ascolto. Cinguettare. Gracchiare. Frinire. Abbaiare. Tutto sommesso, sfumato. Seguo le sensazioni come vengono. Nessuna è negativa. L’ultima volta qui è stato diverso.


Urca, urca, tirulero

Ho fatto un sogno e mi sono svegliato; ilsogno è qualificabile come brutto. Sono rimasto a letto per pensarci su, finchè non è passato l’isopportabile importuno sotto casa:

Neanche la domenica posso avere un poco di pace, dentro e fuori. Questo fine settimana ha dei momenti di strazio, evidentemente altrove(?) avvengono fatti sbagliati(?). Qual è questo altrove? O è un ove-medesimo?

E allora alzati lazzarone, alzati e cammina anche se sei stanco, perchè in fondo… urca, urca, tirulero oggi splende il sol!