il peggio che M2 potesse concepire

le avventure di M2

Capitano con macchia e senza paura

Oggi il figlio di GD ha avuto un piccolo rigurgito mentre lo tenevo sulle ginocchia, ma non tutto il prodotto era stato intercettato dal bavaglino come credevo… infatti appena tornato a casa ho trovato due macchie sui pantaloni,  zona inguine 😀
Per fortuna la mia giacca blu stile Capitan Findus copriva il tutto,  perché dopo essermene andato via da casa di GD ho camminato un quarto d’ora per le pubbliche vie e sono andato a fare la spesa al supermercato. Potevo essere protagonista ignaro delle risate di un centinaio di persone e rallegrare così la loro esistenza,  ma il beffardo destino non ha voluto. Pazienza!

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le avventure di M2 II

Un M2 indaffarato si aggirava per le strade della città in una soleggiata mattina di prima estate. Il suo animo era terso e puro come i vostri, oh cari virgulti su cui risplende ancora l’astro della gioventù, e il suo passo elastico mostrava quell’energia a tutta prova che l’aveva reso -il passo elastico beninteso- così celebre tra i componenti del suo enturaggio dell’epoca. Mentre il nostro camminava sul bordo della strada prospicente un ameno parco cittadino -costellato di escrementi canini, alberi asfittici e manufatti in cemento- una vettura modello Panda di colore celeste confetto, si accostò. Ne uscì una signora sorridente che così si rivolse ad M2: «Posso lasciarla qua o vuole le chiavi?» e nel contempo agitava vezzosamente il portachiavi come fosse un campanellino. M2 rimase interdetto per 1/25 di nanosecondo, ma si riebbe prontamente. Compreso l’equivoco in cui era incorsa la gentile signora, sfoderò un radioso sorriso, e rispose: «Signora, io la macchina posso anche posteggiarla, ma guardi che non sono il posteggiatore».

Morale: quella che oggi, grazie ad M2, possiamo apprendere, è una lezione importante, cari ragazzi. Contrariamente a quanto sentirete dire, sappiate che l’abito fa il monaco; tenete ben cara questa realtà. Se M2, quel giorno di tanti anni fa, non avesse indossato una maglietta colorata, un paio di bermuda sbrindellati, un lercio paio di scarpe da tennis, un cappellino verde trifoglio ed un marsupio viola, l’equivoco non sarebbe mai avvenuto.


le avventure di M2 I

Una tiepida sera primaverile, M2 era uscito dopo cena con alcuni amici e la scanzonata brigata aveva trascorso lietamente alcune ore presso un locale all’aperto. M2 aveva consumato dello snakebite: mezza parte birra bionda, mezza parte sidro e il suo essere ne era uscito rinfrancato fin nella più recondita fibra. A tarda notte, quando i compagni si congedarono, M2 ed un suo amico, che per ragioni di brevità chiameremo A., complici l’atmosfera primaverile e l’aria tiepida della notte (nonchè forse quanto bevuto in precedenza), si impegnarono in una appassionata diatriba sulla situazione politica italiana e sulle forme di governo più democratiche. Lo spettro di un golpe fu più volte evocato, mentre agghiaccianti formule arcane quali “democrazia partecipativa” e “sistema elettorale proporzionale a doppio turno” echeggiavano sinistre nell’aria. Persino un netturbino avvinazzato, sospesa la sua intensa opera di spazzamento e avvicinatosi ai nostri, aveva illustrato ai due il personalissimo rimedio che, a suo dire, avrebbe risolto per sempre i problemi dell’Italia. Il metodo prevedeva una certa manovra, da effettuarsi col robusto scopettone di saggina in corrispondenza del centro dello schieramento politico di ogni parlamentare, ma non ci diffondiamo in dettagli onde non turbare le menti dei nostri lettori più facilmente impressionabili. Quando ormai albeggiava, M2 ed A. decisero che per questa volta si era discusso abbastanza e si congedarono. Purtroppo, un imprevisto ebbe a verificarsi: l’auto di A. non intese muoversi a causa dell’inesplicabile esaurimento della batteria. Per nulla scossi da ciò, i due tentarono di avviare la vettura a spinta, ma senza successo. M2, giovinotto dalle molte risorse, risolse l’impassa ricorrendo alla sua vettura e ai cavi di avviamento. Superata così la crisi e volgendo l’ora al disìo, pensarono bene di andare a fare colazione con un cornetto e si diressero in località non molto distante, prospicente il mare e nei pressi di un lussuoso albergo, ove sorge il monumento alla vagina. In cotale luogo e al cospetto di una radiosa alba, foriera di luminoso avvenire, M2 ed A. consumarono la loro meritata colazione.

Morale: quali insegnamenti trarre, oh ragazzi, da questa avventura di M2? Lascio a voi le riflessioni più immediate sull’amicizia e sui doveri di ogni bravo cittadino, per puntualizzare invece un concetto che dovrebbe sempre esservi familiare: non lasciate mai accese le luci dell’auto in sosta per troppo tempo.