il peggio che M2 potesse concepire

Magnolia

Carissima Claudia,

doveva finire in modo diverso, ma per farlo avrebbe dovuto cominciare in modo diverso, tra persone diverse. Una di queste persone non ero io, ma questo è ciò di cui non ti si deve parlare.

Hai mai pensato che io potessi provare le tue sensazioni? Lo svuotamento quando si è dato agli altri tutto se stesso oltre il limite di recupero, il cercare una vita in prestito, la consapevolezza che la differenza può farla l’inaspettato da cogliere senza paura?

Eppure avevi intuito qualcosa di me, specie il fatto che avrei capito chi sei. L’ho anche accolto in me, comprese le parti affilate, che da quel momento mi hanno fatto male.
Ti ho capito, ti ho accettato, ho accettato quello che tu provi, ho provato quello che tu senti.

Devo pur dirlo: quando ho avuto bisogno di condivisione e aiuto ti sei chiusa nella tua sordità protettiva e mi hai voltato le spalle, ma non sono mai riuscito a rimproverartelo. Forse la controfigura che ha interpretato la mia parte non meritava nulla di più.

Se fossi stata ciò che hai detto di essere mi avresti ascoltato, invece di selezionare quello che potevi sentire.

A volte mi sono chiesto quanto di ciò che ti ho detto non è apparso chiaro o degno di essere creduto.

Jim

(scena da Magnolia – Aimee Mann, Wise Up)

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Una Risposta

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