il peggio che M2 potesse concepire

libertà

Fase lunare: gibbosa calante

“Libertà va cercando ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”
(Dante Alighieri, “Purgatorio, I, 71)

Riprendo su richiesta il discorso originato in

https://orbitaiperbolica.wordpress.com/2008/04/30/oswalo/#comment-56

Niente trattati, comizi o prediche, anche se non sembra, perchè non vorrei che quanto scrivo fosse preso come qualche altisonante rivendicazione di superiorità intellettuale o morale su chicchessia. Anzi, quanto voglio riportare qui lo sento come una confessione umile, da parte di una persona che ha avuto la fortuna di poter imparare quella che ritiene una cosa essenziale e di trovarsi un giorno illuminato, grazie ad un’altra persona, da una folgorazione. Andando al punto: io, come chiunque altro, sono libero di fare tutto ciò che voglio e non subisco costrizioni alcune da nessun evento o entità a me esterni, a meno di impossibilità per limiti umani e/o insuperabile costrizione fisica. E in tal caso potrei ribellarmi alla costrizione del mio fisico, in estrema conseguenza, con la morte -fermo restando che lo spirito, ciò che realmente conta, è incoercibile. Tutto quello che faccio, che sono oggi, si deve alle mie scelte e alla mia volontà liberamente esercitata: cioè alla mia libertà. Quindi quando mi spedite e-mail con i test e c’è la domanda “Cosa cambieresti della tua vita?” io rispondo nulla, perchè rinnegherei me stesso. Sono però ben consapevole che ci sono realtà che mettono seriamente alla prova un individuo e che io, fortunatamente, non devo confrontarmi con esse.

“Tu sei quello che tu vuoi, ma non sai quello che tu sei”
(Il Vuoto, Battiato/Sgalambro)

Io vivo libero come tutti, anche quelli che non l’hanno capito e credono di sottostare a compromessi e di subire ingiustizie. Mi spiace, ma nella vita se vuoi una cosa la fai, se non la vuoi non la fai. Per questo sono/mi sento libero e ogni cosa che accetto non la subisco, ma la scelgo. Scelgo anche a chi/cosa subordinare la mia volontà/libertà e cerco di accettare le responsabilità che derivano dall’esercizio della mia libertà -altrimenti sarei un irresponsabile. Non confondo quindi il sentimento di libertà coll’egoismo di chi guarda solo a sè stesso -o almeno ci provo!

“… la libertà non è gratuita. Se stimi molto la libertà, devi stimare poco tutto il resto”
(Lucio Anneo Seneca, “Epistulae morales”, 104)

Quando ho parlato di libertà nel contesto precedente, cara Provoletta, non mi riferivo al rifiuto di legami affettivi o allo scansare l’impegno sentimentale, quanto ad una condizione esistenziale di persona libera, quale sono e ho avuto la fortuna di capire di essere. Niente di più e niente di meno… si vive al massimo delle proprie volontà, noi tutti, su questo pianeta.

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16 Risposte

  1. provoletta

    è una cosa seria! dammi il tempo di leggerla con calma 🙂

    20 giugno 2008 alle 19:15

  2. provoletta

    allora… una prima cosa che vorrei dire è questa: non ti sembra un atteggiamento un pò da don quisciotte (spelling? sorry) contro i mulini a vento? e poi non mi sembra che una persona può fare quello che vuole…. altrimenti non rispetterebbe le altre persone!

    22 giugno 2008 alle 19:34

  3. M2

    provoletta: come al solito sei molto lontana dalla comprensione: non è un atteggiamento mio personale, è una realtà di fatto che riguarda tutti. E non l’ho scoperto io, me lo hanno fatto capire. Non ci devi vedere neanche qualcosa di donchisciottesco, perchè quando guardo a me stesso, accetto come mia responsabilità il fatto che ho 4 mosche in mano, non lo addebito alla fortuna, alle occasioni, al destino contro cui si combatte, all’ingiustizia della vita 😆
    Per quanto riguarda il rispetto verso gli altri, più o meno lo spiego alla fine del secondo paragrafo. ;^}

    23 giugno 2008 alle 18:11

  4. La libertà è una gran cosa. Salata, ma una gran cosa.
    Credo che sia assimilabile al “divino” libero arbitrio… Cosicchè si possa avere la fusione tra libertà e volontà.

    23 giugno 2008 alle 19:39

  5. provoletta

    @M2: sempre gentile, nei miei confronti 😛 quindi non è la solita predica, ma un dato di fatto… come riesci a non togliere la libertà agli altri, se fai sempre quello che vuoi, lo sai soltanto te……

    24 giugno 2008 alle 19:32

  6. M2

    Chicca: credo sia un concetto che si avvicini a quello che ho scritto. Ciò di cui sono ormai convinto è che la libertà sia una caratteristica della condizione umana e che quindi tutti la possiedano e che coincida con l’esercizio della propria volontà. Penso che siamo artefici del nostro destino, salvo eventi al di fuori del nostro controllo e della legittima intrusione del Caso o del Divino.

    provoletta: ma prego, non sai quanto mi viene spontaneo trattarti con gentilezza e carineria 😀 Finalmente stai capendo, brava. Come riesco? Non devo riuscire in nulla: io non ho il potere di imporre la mia volontà su nessuno. Non posso costringere nessuno a fare scelte non volute da lui stesso -a meno di costringerlo con la forza, ovvio. Ma io non sono un violento…

    24 giugno 2008 alle 19:51

  7. provoletta

    guarda, secondo me quello che dici è impossibile… giochi con le parole -_^

    8 luglio 2008 alle 12:01

  8. “Mi spiace, ma nella vita se vuoi una cosa la fai, se non la vuoi non la fai”… Mi sa che non sono d’accordo.
    Anzi, lo sono, ma non del tutto.
    Per cominciare “spiace” anche a me; nella vita se vuoi una cosa in TEORIA puoi, ma in pratica – presupposte buona salute fisica e una dose di buon senso adeguata – ci sono tantemille cose da valutare:
    sei un adulto?
    sei un adolescente?
    sei autonomo economicamente?
    sei stato educato alla libertà di pensiero? e se sì, sei stato educato anche alla libertà d’azione? e se sì, ora che sei adulto, senti che c’era coerenza tra quello che ti è stato insegnato da bambino e quello che – con la maturità di oggi – puoi avvertire?
    Mi spiego meglio: a volte i genitori troppo liberali ti inculano con frasi piene di speranze e belle idee, ma all’atto pratico si congelano di paura, al pensiero che “non sia mai poi questo(il figlio) mi lascia da solo qui” …e se quel genitore è uno di questi, chissà quale storia ha avuto. Chissà cosa avrebbe voluto farne lui della sua libertà.
    E se non ne ha fatto quel che sognava, la prole ne paga le conseguenze.
    Per fortuna, però, la ruota gira e a volte salta alcune fermate.
    I miei ipotetici figli vorrei che fossero pieni di coraggio, anche quello di contraddirmi ed allontanarmi, se necessario al loro benessere reale.

    E’ un argomento che ho molto a cuore, ma mi sembra pieno di sottoparagrafi e capitoli lunghissimi… scriverne non è semplice.
    Qui ti ho solo lasciato qualche scarabocchio (con il solito dubbio che forse non sono stata chiarissima come avrei voluto!)…

    9 aprile 2013 alle 14:00

  9. M2

    Premesso che frustrazioni e insuccessi li sperimento anche io, il punto è che li addebito alle mie scelte, cioè all’esercizio della mia libertà di volere. Se non agisco, ho scelto di non agire. Per me, paradossalmente, l’inazione è azione di non agire, la rinuncia è scelta di non fare. E poi TUTTO è concatenato. Ma non mi sento neanche solo in lotta contro l’universo 😀

    Spiegare è difficile, ho dei limiti…

    Se sono insoddisfatto di una situazione devo riconoscere che mi trovo in essa perchè ho fatto delle scelte che mi ci hanno portato. Se avessi VERAMENTE voluto qualcosa di diverso, avrei dovuto scegliere altrimenti. Non è stata una costrizione REALE, forse l’ho sentita tale, ma non è così. L’artefice sono sempre stato io: solo i bambini sono sotto tutela.

    Questo è quindi il punto delicato: come rivendicare la propria identità e far cessare la tutela, per quanto suadente essa sia? Estremizzando, se una persona vuole andare per la sua strada, lo fa e basta.

    Se una persona sente la necessità di staccarsi, ma qualcosa glielo impedisce, l’unica cosa che posso dire è che questo impedimento anche se sembra dovuto ad insuperabili cause esterne (dipendenza economica, affettiva; mancanza di sbocchi; etc.) in fondo è una manifestazione di non volere veramente e a tutti costi quel distacco. Forse la persona non è ancora pronta, deve ancora lavorare su se stessa. Scrivo per esperienza, attingendo al mio vissuto e a quello di altri che conosco, non vorrei apparire arrogante o supponente.

    Il rapporto genitori/figli è misterioso, credo che maternità/paternità sia la vetta dell’esperienza umana; spero di poter essere in questo modo (perchè i miei genitori hanno provato ad esserlo) se non con i figli che probabilmente non avrò mai, con le persone a cui voglio bene.

    E’ complicato scrivere di queste cose e capirsi, forse ci riusciremo poco a poco.

    9 aprile 2013 alle 21:38

  10. [ Parentesti: mi sento fiera d’essere riuscita a leggere la tua risposta (che WordPress mon mi ha segnalato). ]

    Leggendo mi sono venute in mente queste parole: auto-censura, masochismo, senso di colpa, autostima.
    Mi chiedo quale sia la tua visione di quest’altra faccia della medaglia – posto che il lato che hai descritto tu, sia fatto di determinazione, capacità di scegliere, senso di responsabilità verso sé stessi, egoismo positivo…
    Stando a quanto scrivi, mi sembra di capire che per te non possano essere giustificabili dei blocchi ab-origine dell’esperienza di vita di ciascuno…

    Disquisizioni come questa mi solleticano tutte le sinapsi e non sai quanto mi piacciano, quindi grazie ancora del Tuo tempo 🙂
    Che poi, per dirla tutta e dirla bene, sono profondamente d’accordo con quanto hai detto finora (sulla libertà e sulla “libertà d’essere liberi”), ma la mia curiosità ed il mio desiderio di sviscerare la mia mente e quella del mio interlocutore, sono inarrestabili 😉

    11 aprile 2013 alle 11:35

  11. M2

    [Paren-testi è stupendo, mi rifiuto di credere che sia un refuso. Ci sono dei motivi tecnici per cui WP non ti ha avvertito, dipende da come gestisco i commenti (cioè senza nidificazione) e da dove ti ho risposto. Purtroppo potrà ricapitare]

    Ti ricordo che tutto quello che scrivo è ciò a cui io mi ispiro e che sento, ciò a cui tendo e che provo a mettere in pratica, non sempre con successo 😦 E se qualcuno mi trova incoerente in azioni o intenzioni spero sempre che me lo faccia notare (o me lo sbatta in faccia se è il caso).

    Autostima: Nel senso corrente è la fiducia in se stessi, sicurezza in se stessi. Bisogna averne, è chiaro. Ma chi è veramente sicuro di poter fare *sempre* *qualunque cosa*? Mi piace allora intenderla in senso “neutro” cioè significante “quanto si stimi se stessi”, cioè se mi consenti, quanto si conosca se stessi. Conoscere se stessi è fondamentale (wow, sono un grande filosofo!), per sapere con chiarezza cosa si vuole. Se sai chi sei sai quello che vuoi. Ti rimando alla dotta citazione nell’articolo di cui sopra. Io sono fortemente convinto di essere ciò che ho voluto fino ad oggi. Non sarà un gran chè, ma sono io.

    Auto-censura: In un certo senso l’autocensura è giusta perchè non si deve prevalere su tutti, ma cercare un’armonia nei rapporti. Quindi la mia libertà è auto-limitata e in quanto tale non è mutilata. Ovviamente il peso delle rinuncie e dei sacrifici si fa sentire a volte e quindi diventa tutto più faticoso, ma il caposaldo è che se subordino per scelta cosciente la mia libertà a quella altrui , è perchè l’ho deciso io, non posso viverlo come un dramma. Se sono riuscito a chiarire il fatto che secondo me nella vita non ci viene realmente imposto nulla, tranne casi estremi (tipo minaccia di morte, etc.), si tratta, a mio avviso, di conseguenze coerenti. Oltretutto, dare qualcosa di sè agli altri è il fine ultimo della vita, quindi bisogna provarci. Per il resto mi sento di non subire nulla e da nessuno, ciò che avviene è perchè in fondo mi va bene così.

    Masochismo: forse non capisco cosa intendi nell’ambito di questo discorso sulla libertà, ti riferisci a volere cose che ci fanno male e ripetere l’esperienza?

    Discorso dei blocchi. Non sono certo di aver colto, ma se sbaglio mi corrigerai. Ci sono. Nascono e anzi, quelli più insuperabili credo siano provocati nell’infanzia. Io sono stato fortunato, perchè di esperienze realmente negative che ti cambiano, ne ho fatta solo una in anni ben maturi e ne sono uscito (grazie anche ad un’altra persona). Però non sono incline, nè pronto a parlarne qui.
    Ma ragionando in una scala più piccola, se penso o credo che vorrei fare una cosa e non ci riesco, perchè mi sento bloccato, la realtà è che non la voglio fare fino in fondo e a qualsiasi costo. A quel punto si tratta di scandagliare in profondità l’esigenza o la spinta esterna che mi spinge a volere quella cosa e questo scandaglio secondo me non è mentale, è sentimentale. O se vuoi, pertiene ad un lato della mente che non è quello propriamente razionale, ma a quella che gli addetti ai lavori, credo, chiamano intelligenza affettiva.

    In pratica, per me, se non ci riesco è perchè non voglio.

    Senso di colpa: *mumble* puoi essere più precisa? Forse parli di rimpianto/rimorso?

    Sono veramente molto contento di confrontarmi con te, davvero; quindi grazie a Te 😀

    11 aprile 2013 alle 18:31

  12. Stanotte ti ho risposto, ma pare che si sia cancellato tutto.
    Riproverò, ma ora non posso -_-”

    12 aprile 2013 alle 17:11

  13. M2

    Ah! ^^
    Peccato, mi dispiace molto per l’inconveniente. Attendo allora.

    12 aprile 2013 alle 17:23

  14. Il fatto è che non mi piace ripetere le cose e quando capitano questi stupidi black-out telematici mi innervosisco e mi passa la voglia di riscrivere.
    Ti avevo scritto che leggendo quel che scrivi e come lo scrivi di avere un tuo pacato equilibrio, con momenti in cui colpisci di testa e altri in cui resti più attento, ad osservare le situazioni.
    Mi sembra anche che tu abbia una vita fondamentalmente serena, sebbene abbia accennato ad un qualcosa che ti ha fatto soffrire (ma che, a tuo dire, hai superato).
    Era un commento in cui ti esprimevo il piacere di leggere la tua positività e in quanto alle tue interpretazioni delle “mie” parole del commento precedente… è da quelle che ho immaginato tanto altro.
    Ma questa parte la tengo per me 🙂 non l’avevo scritta prima, né lo farò ora!
    …sorry per la sempliciotteria, non è giornata, oggi.

    13 aprile 2013 alle 19:21

  15. appunto, noto ora che per qualche ragione si è smaterializzata una parte di frase…
    GrrRRRaaurRR!

    13 aprile 2013 alle 19:22

  16. M2

    Mi piacerebbe dirti tante cose, sia qui che di là da te, perché mi sembra di aver guardato nel cuore di domande che tu ti stai ponendo e ptrei offrirti un punto di vista “altro” per contribuire alla scoperta delle tue personali risposte. Credo molto nell’importanza di questo tipo di scambi, come credo nella non casualità degli incontri. Adesso peró avrei sonno, non è proprio il momento ^_^;;

    14 aprile 2013 alle 2:11

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