Qual è, allora, lo sbaglio che si fa, visto che tutti desiderano la felicità? Gli uomini la confondono con i mezzi per raggiungerla e mentre la ricercano, ne fuggono lontano. Il culmine di una vita felice è una sicura tranquillità e una inalterata fiducia in essa, e invece tutti raccolgono motivi di inquietudine e portano, anzi trascinano, il loro carico attraverso l’insidioso cammino della vita; così si allontanano sempre di più dallo scopo al quale tendono e, più si danno da fare, più si creano impedimenti e retrocedono. Lo stesso accade a chi cerca di avanzare in fretta in un labirinto: la velocità stessa lo ostacola. Stammi bene. (Seneca, Epistola 44)
Perchè oggi? Perchè è così pesante? Perchè oggi è così insopportabile?
Perchè non voglio mai arrendermi, ma voglio fuggire squallidamente o resistere fino alla fine e a qualsiasi costo; perchè raramente qualcuno riesce a convincermi del tutto.
Ma voglio pagare questo tutto altrimenti non ce la farò, non questa volta, l’ennesima in cui devo fare fonte con pochissimo aiuto e non per colpa degli altri. La cosa più bella che doveva farmi leggero mi sta facendo affondare, quello che pago è infatti un prezzo alto.
Oggi è così, poi la felicità verrà a trovarmi inattesa come sempre accade, anche in modo futile e la abbraccerò, visto che io, proprio, non riesco ad essere esistenzialmente infelice come invece dovrei essere. Dunque perchè essere incoerente col proprio credo e inadeguato ai miei propositi, quando tutti gli altri e tutto ciò che voglio essere mi dice cose che cerco di non ascoltare? Perchè quanto male ho seminato in questo periodo mi è stato fatto soltanto intuire, o comunque intravedere. O forse mi è stato rinfacciato e io non ho capito… dovrei procurarne altro? Ho chiesto scusa e chiederò perdono, non credo sia mai sufficiente, ma resta il dubbio e la domanda inevasa.
Il prezzo per un’allucinazione di anni chiamata vita, rinnegare parti della mia persona perchè non sono io, la mia speranza più intima distrutta e ora messa in palio tra chirurghi, mi sono appigliato all’unica cosa buona che credevo di avere e l’appiglio mi è svanito tra le dita. Non posso neanche condannarmi vista l’origine del labirinto che ho costruito e questo mi rende tutto ancora più penoso.
L’anima è immortale, io sono immortale, ma oggi il carico è troppo pesante e mi vergogno di non sopportarlo, non essendo all’altezza del mio esempio quotidiano.
Perchè oggi? Perchè è così pesante? Perchè oggi è così insopportabile? Perchè sia domani, perchè sia più leggero, perchè mi sollevi.




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