Oggi ricorre “Il Giorno del ricordo”: «al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
E’ giusto ricordare e quindi mi permetto di fornire questo indirizzo:
http://www.italia-liberazione.it/it/frontieraorientale_I.php
Ricordiamo anche:
6 aprile 1941, Germania e Italia invadono il Regno di Jugoslavia.
«Ma, nei fatti, anche l’Italia durante l’ultimo conflitto mondiale violò frequentemente la Convenzione di Ginevra. Ad esempio con soldati e ufficiali del disciolto esercito jugoslavo, fermati dopo la cessazione delle ostilità e trattati da “internati civili”». (C. S. Capogreco, “I campi del Duce”, pag. 46)
Tabelle Regio Esercito Italiano per razioni alimentari: tra 877 e 1030 calorie/giorno (relazione Gen. Giuseppe Gianni su Campo di concentramento per internati civili di Arbe”, 3 dicembre 1942, in Capogreco, pag. 142) -Nota: fabbisogno basale, cioè a riposo, quotidiano per individuo maschio adulto 30 anni: circa 1850 cal/giorno.
17 dicembre 1942, nota per proprio ufficio del comandante XI Corpo d’Armata di stanza in Slovenia, Gen. Gastone Gambara: «Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo d’ingrassamento. Individuo malato = individuo che sta tranquillo…» (Capogreco, pag. 142)
Testimonianza Prof. Menenio Bortolozzi, primario anatomo-patologo dell’ospedale di Treviso (“l’Unità”, 25 aprile 1980): «Man mano che si aggravavano, dal campo -Nota: Arbe- li mandavano al nosocomio, ma ormai era troppo tardi: si è riusciti a salvarne pochi, sono morti anche bambini di un anno, di pochi mesi, vecchi ottantenni, persino uno di 92 anni. Tutti morti di fame…» (Capogreco, pag. 143-144) -Nota: accertate 1.435 vittime da parte di Tone Ferenc.



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