Fase Lunare: luna calante
Un paio di mesi fa ho risposto ad una chiamata al cellulare da parte di un numero sconosciuto e l’interlocutore era una vecchietta dall’accento alquanto forestiero (tra l’ostrogoto e il cimbro) che cercava un/a certo/a “Daaaniii”. In questi casi cerco di essere il più gentile possibile e ho spiegato alla cortese vecchietta che aveva sbagliato numero, che no non si preoccupasse di aver disturbato, che non c’era alcun problema e quindi la salutai cordialmente. Due minuti dopo, stessa chiamata e molto imbarazzo da parte mia, ma sopratutto per la vecchietta evidentemente dispiaciuta per il disturbo che (secondo lei) mi stava arrecando e, sono sicuro, per quella tristezza che prende sempre una persona anziana quando sbaglia qualcosa a causa dell’età. E’ questa una delle cose che mi intristiscono di più quando contemplo il decadimento che accompagna la vecchiaia. Ad ogni modo, decisi di memorizzare il numero della buona vecchietta come “nonna Abelarda” per sapere quando era lei a chiamare. Un paio d’ore dopo arrivò la terza telefonata con uno squillante “Daaaniii” e il successivo scambio di scuse imbarazzate, e affettata cordialità con la nonnetta. L’altro ieri, dopo un bel pò di tempo da quel giorno, il mio cellulare ha squillato, ed era nonna Abelarda per l’appunto, ma stavolta non ho risposto o ho rifiutato la chiamata.
Dani: parliamoci chiaro, non so chi sei, ma vorrei sapere se non ti fai mai trovare, se non chiami mai o se tua nonna è una rompiscatole da competizione… Io però mi immagino nonna Abelarda come una dolce vecchina, che chiama per informarsi e sapere se cenerai a casa, se hai messo la maglia di lana, se andrai a trovarla nel fine settimana o se hai pagato la sua bolletta del gas alla posta. Quindi caro/a Dani: chiama tua nonna più spesso, razza di nipote ingrato/a che non sei altro!



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