Prima che l’attualità mi scavalchi e Napolitano incarichi il leader dello schieramento vittorioso alle ultime designazioni politiche, devo buttare giù le riflessioni scaturite nell’immediatezza e nei giorni successivi.
Auspicio: colui non ha più scuse. Dovrebbe avere i numeri per fare ciò che vuole, sia alla Camera dei Deputati che al Senato, anche se la Lega gli vota contro in blocco. Qualunque sia il suo programma per l’Italia -sia quello della loggia P2, sia un’altro qualunque – adesso dovrà portarlo a termine, dare il colpo di grazie e arrivederci e radere al suolo questa nazione trasformandola definitivamente nella caricatura di una dittatura sud-americana. Non se ne può veramente più: che si faccia tabula rasa di ogni conquista sociale e civile, di ogni istituzione democratica!
Ricostruire sul nulla sarà molto più facile per le future generazioni.
Il mio non voto servirà anche a questo, spero.
Come scritto altrove tra questa risciacquatura di chiacchiere sono rimasto sollevato dopo l’esito delle designazioni politiche: spero con tutto il cuore di assistere a 5 anni di malgoverno, buffonate, geniali esibizioni cabarettistiche, pedestre demagogia, opposizione fasulla, spartizione della torta e tutto il meglio si possa desiderare da destra a sinistra di tutto lo schieramento politico.
La mitragliata alla giornalista russa è solo un’anteprima gustosa di quanto colui potrà offrire per deliziarci. Intanto, dopo aver contribuito a far fallire la vendita di Alitalia ad Air France-KLM con la bufala della cordata italiana (la corda saprei ben io come adoperarla), ci viene appioppato un prestito ponte di 300 milioni di euri che il governo Prodi è costretto a varare per non far fallire la compagnia, licenziare i dipendenti e liquidare tutto il patrimonio. L’avevo previsto, naturalmente e c’ho i testimoni
Mi resta il dubbio su come si possa aggirare la regolamentazione europea in tema di concorrenza che, nel caso in oggetto se non erro, impedisce un prestito governativo entro i 10 anni dal precedente (perchè Alitalia ottenga un prestito si parlerebbe dunque del 2011). Approfondirò la questione. Intanto noi paghiamo per anni di sprechi, clientelismo, lauti stipendi a manager con la faccia da senso critico, conflitti d’interesse, intereferenze illecite e quant’altro.
Un’altra cosa: sono convinto che durante il mandato di colui al governo e di Lombardo alla Regione Sicilia, la costruzione del famigerato ponte non inizierà.
Italia, anno 2008: allacciate le cinture perchè stiamo per precipitare
24
Apr
08
meno male che colui c’è
Categorie: risciacquatura di chiacchiere
Tags: Berlusconi, Calderoli, cattedrale nel deserto, corruzione, democrazia, golpe, ingiurie, loggia P2, Lombardo, malgoverno, Napolitano, ponte sullo stretto
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